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Pierangelo Milesi racconta

Pierangelo Milesi
Pierangelo Milesi


Sentiamo la responsabilità di favorire e sostenere processi di dialogo con e tra giovani. Saremo al loro fianco… e sarà un bel cammino!

Pierangelo Milesi è Presidente delle ACLI Provinciali di Brescia dal marzo 2016.

Quali sono le ragioni che hanno portato le Acli Provinciali di Brescia a sostenere il gruppo di giovani organizzatori dell’evento Towards The Economy Of Francesco – Brescia?

L’invito di Papa Francesco ad Assisi ci ha raggiunto come una vocazione, la quale – come l’invito stesso del Papa – non può essere solo un fatto personale, ma comunitario. Perciò abbiamo proposto ai giovani che erano interessati a partecipare all’evento di Assisi di incontrarsi, di conoscersi e di intraprendere un percorso per condividere questa “chiamata”. Innanzitutto tra di loro e poi con la città, in dialogo con le principali realtà civili, culturali, ecclesiali, economiche, sociali di Brescia e provincia.
Ne è nata l’idea di organizzare l’evento Towards The Economy Of Francesco – Brescia, nel quale questi giovani si impegnano a confrontarsi e condividere con altri giovani un contributo di pensiero e di proposte da portare ad Assisi. Allo stesso tempo Brescia li impegna a rendersi protagonisti per un ritorno alle nostre comunità dell’esperienza e del messaggio che vivranno ad Assisi. Insomma, saranno un pò ambasciatori e un pò profeti.

Per le Acli Provinciali essere stati il collettore di tante realtà così differenti tra loro è una sfida? E come vi sentite di contribuire al corretto fluire delle attività organizzative?

Le Acli bresciane per loro stessa costituzione sono una “rete associativa” che offre servizi alle persone in tutti gli ambiti della vita sociale. Anche per questo loro compito, sono proprio e prima di tutto le Acli che hanno bisogno di essere aperte, attraversate, contaminate. Vogliamo sempre più essere un luogo di connessioni, uno spazio di dialogo e di confronto.
Il fatto che molte e differenti realtà abbiano aderito a questa proposta dice dell’interesse sincero al tema posto da Papa Francesco, ma anche di buone relazioni tra le diverse realtà istituzionali. Brescia è un territorio e una comunità aperta, coesa, pragmaticamente dialogica. C’è un terreno fertile e la disponibilità a dialogare. Soprattutto sentiamo la responsabilità di favorire e sostenere processi di dialogo con e tra giovani. Saremo al loro fianco… e sarà un bel cammino!

Quali sono secondo Lei i punti di contatto tra la visione e i valori delle Acli e Economy Of Francesco?

La Lettera enciclica Laudato sì di Papa Francesco. La visione e i valori delle Acli si radicano nel Vangelo e nella Dottrina Sociale della Chiesa, che nella Laudato sì trova oggi la sua massima espressione e la nostra massima condivisione. E’ il contributo di pensiero sui temi economico-sociali più straordinario ed avanzato che oggi si possa trovare in tutto il mondo. E’ da promuovere, leggere, studiare, discutere nelle nostre comunità… E’ il più straordinario programma politico globale per uno sviluppo sostenibile. Economy Of Francesco sarà l’occasione per affrontarne e declinarne alcuni aspetti decisivi relativi in particolare all’economia.

Cosa si auspica dalla realizzazione dell’evento Towards The Economy Of Francesco – Brescia?

Certamente mi aspetto un messaggio politico. Alla Città. Ma anche alla Politica. Da parte dei giovani.
Loro stessi e il loro entusiasmo sono un messaggio di speranza, di vita. Poi mi aspetto un “messaggio bresciano” utile ai giovani per l’incontro di Assisi, come un contributo all’elaborazione di un pensiero che dia anima all’agire economico. Brescia d’altronde è sempre stata un “fare pensato”.
Più di tutto però mi auguro che l’evento Towards The Economy Of Francesco – Brescia sia l’inizio di un processo, pure innestato su altri percorsi, che favorisca l’incontro, la relazione e il protagonismo dei giovani che hanno a cuore lo sviluppo economico-sociale integrale della nostra realtà. Le relazioni buone tra loro sono la mia speranza. Saranno anche la nostra certezza.

Quali sono secondo la Sua opinione le risposte che le istituzioni dovrebbero dare per sostenere le esperienze di economia civile nate dal basso?

Le istituzioni hanno una responsabilità fondamentale nell’attuale contesto politico-culturale e socio-economico, che corrisponde al compito di valorizzare i corpi intermedi e di sostenere le esperienze di economia civile che stanno nascendo e si stanno sviluppando anche sul nostro territorio. In particolare credo vada riconosciuto il valore aggiunto che le imprese e le realtà ispirate all’economia civile apportano alla comunità.
Il futuro va in questa direzione, nonostante la resistenza di un modello economico disumanizzante che nei decenni scorsi ha prodotto la cultura dello scarto e ancora oggi non intende convertirsi di fronte alle disuguaglianze crescenti nel mondo. I giovani però, soprattutto loro, saranno gli attori di un cambiamento, perché stanno cominciando a comprendere che in ballo c’è la loro qualità della vita e la possibilità stessa del loro futuro e dei loro figli. Ecco cosa bisogna fare: lasciar campo ai giovani e alla loro capacità di innovazione.

A Brescia abbiamo delle peculiarità invidiabili a livello nazionale – si pensi per esempio al solido tessuto industriale – ma anche altre assai meno invidiabili, quali una moltitudine di siti inquinati e il persistere di disuguaglianze che minano la coesione sociale del territorio. Come può secondo Lei la provincia di Brescia avviare una necessaria transizione verso una rinnovata sostenibilità?

La provincia di Brescia è una realtà vasta, per certi aspetti poliedrica, che vive tutte le contraddizioni tipiche della complessità della nostra società. Pur tuttavia il nostro territorio e gli attori protagonisti dello sviluppo hanno le idee, le energie e le risorse per raccogliere la sfida di tenere insieme la vocazione industriosa con l’esigenza di uno sviluppo integrale e sostenibile.
Certamente occorre rinnovare pervicacemente una volontà innanzitutto politica, interpretata dalle Istituzioni: hanno loro il compito di stimolare il perseguimento della coesione sociale, ma sempre insieme a tutti gli attori dello sviluppo delle comunità, le università, le imprese e le realtà economiche, le organizzazioni sociali, il mondo del Terzo settore, anche le comunità religiose. La coesione sociale si fonda sempre su valori di riferimento, che le Acli riconoscono e indicano oggi nel manifesto programmatico della Laudato sì di Papa Francesco. Se partiamo da quel testo, possiamo riconoscere molto della tradizione e identità bresciana e insieme ritrovarci per costruire prospettive di futuro piene di senso per le nostre comunità.

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